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Il territorio

Il primo edificio che appare al visitatore è la chiesa di Madonna di Campagna, di origine quattrocentesca e ricostruita nelle sue eleganti ed armoniose forme rinascimentali nel 1500. Attraverso via Roma e via Enrico Guicciardi, su cui si affaccia la settecentesca chiesa della Madonna del Buon Consiglio. si giunge nel cuore di Ponte. Piazza Bernardino Luini è la principale del paese. Vi si trovano il monumento a Giuseppe Piazzi, astronomo di fama internazionale, nativo di Ponte e scopritore dell'asteroide Cerere, l'ottagonale fontana in pietra e il lavatoio coperto. La chiesa parrocchiale di San Maurizio, patrono del paese, fu costruita nel XIII secolo ed ampliata nel 1347 e nel 1460. Sulla facciata principale, sopra il portale marmoreo tardo quattrocentesco, opera di Jacopo di Valsolda, si trova una lunetta affrescata da Bernardino Luini (XVI sec.), raffigurante San Maurizio e la Madonna col Bambino.

All'interno sono conservati pregevoli arredi lignei ed affreschi di epoche diverse, che spaziano dalla fine del XV secolo al XIX. Tra i palazzi, sul lato nord della piazza, si eleva il complesso Casa parrocchiale - Teatro comunale, già appartenuto alla Scuola Maggiore dei Laici operante in paese dal XV al XVIII secolo.territorio2

Nello stesso edifico è allestito il Museo Parrocchiale, che raccoglie preziosissime suppellettili delle chiese di Ponte. Una delle sale del museo fu un tempo l'Oratorio dei Disciplini e conserva pregevoli affreschi di Fermo Stella. Risalendo via Ginnasio si giunge in piazza degli Uffici ove si trova la chiesa di Sant'Ignazio.

Costruito alla fine del XVI secolo dai Gesuiti, il tempio, compiutamente barocco, è inserito in un più ampio complesso costituente un tempo il Collegio gesuitico e che ora ospita la Scuola Media, la Biblioteca Comunale ed il Museo Etnografico. All'interno della chiesa si trova affrescata sulla volta un'opera di Cesare Ligari, illustre pittore valtellinese del XVIII secolo. Il Museo, allestito nella sua sede definitiva che si affaccia sul cortiletto delle Prigioni, raccoglie suppellettili domestiche ed attrezzi che testimoniano il passato "contadino" del paese, le sue vicende socio-economiche, la sua cultura, le sue tradizioni.

Stretta, in salita, sinuosa tra antichi edifici in pietra a vista, acciottolata con il caratteristico risc, prosegue la via Sant'Ignazio. Ancor visibili gli ampi portelloni in legno. “us-ceri” in dialetto. che servivano per incanalare le acque e proteggere le abitazioni dagli allagamenti. Ai lati un susseguirsi di palazzetti, case rustiche, portali ed archi. Si segnala l'affresco quattrocentesco di Giovannino da Sondalo raffigurante la Natività, nei pressi della chiesetta di San Giuseppe. All'estremità orientale del paese la Santissima Trinità. Percorrendo la strada Panoramica, in direzione est-ovest, dall'alto il paese di Ponte appare in tutte le sue caratteristiche urbanistiche, ed artistiche: i palazzi signorili d'un tempo si elevano su più modeste costruzioni rurali; sempre prevalgono la grigia pietra locale, i tetti di ardesia. Appena si intravedono le strette stradine che si inerpicano lungo il pendio. Qua e là ampi giardini, i broli delle case gentilizie, o piccoli orti strappati alla roccia, riparati dal gelo.

Non sfugge il numero dei campanili, da quello della parrocchiale, a quelli delle altre chiese e chiesuole.

Lo sguardo spazia sul versante orobico, punteggiato da nuclei abitati, forse dagli ultimi tenaci legati alla montagna, territorio4coronato dalla testata della Val d'Arigna, con le sue cime innevate tra cui si distingue per la sua caratteristica forma il dente del Coca. All'estremità occidentale si trova la chiesa di San Gregorio, dalle linee sobrie ma suggestive, che conserva al suo interno tracce di affreschi quattrocenteschi.Tornando verso il borgo, si giunge nella parte più elevata del centro storico: fortunatamente ancora abbastanza ben conservato, ha come sua nota caratteristica la presenza di austeri palazzi gentilizi realizzati tra il tardi 1400 ed il 1600, con interventi anche successivi.

territorio5Ne sono esempio casa Piazzi, casa Cederna ( dove venne alla luce l'astronomo Piazzi), casa Giacomoni e casa Bertoletti. Affacciati su strette stradine acciottolate, si aprono con imponenti portali in pietra; conservano all'interno atrii ed androni voltati, sale, tra cui quelle rivestite in legno o affrescate, particolari eleganti come colonne, capitelli, e atmosfere severe. Notevole la casa quattrocentesca che si affaccia sul cortile cinto da muro con arco d'accesso, comunemente indicato come "curt di Leli". Lungo via Piazzi, altri palazzi privati si offrono all'attenzione del visitatore, tra cui casa Quadrio-Brunasi e casa Quadrio-Matteani. Sulla sinistra, in Borgofrancone, un edificio che sulla facciata presenta segni caratteristici dell'architettura medioevale di tipo fortificato. Realizzato in grosse pietre con mensole, pure in pietra, sporgenti, ha un portalino settecentesco.

Il resto, piccoli particolari ricchi d'arte e di storia, è tutto da scoprire!